Acqua da tutte le parti

Succede(rà) questo: la crisi idrica che sta colpendo l’India minaccia 600 milioni di persone. Sì, link ad articolo in Inglese, così fate un po’ d’esercizio.

600 milioni.

Proviamo a immaginare i peggiori scenari? Ok, tanto a me…
1. 600 milioni di morti. E ti viene da dire “il pianeta ringrazia”;
2. 600 milioni di persone chiedono aiuto a gran voce, il mondo si mobilita, qualcuno ne approfitta, la tensione sale, scoppia una guerra da quelle parti, vissero felici e contenti;
3. 600 milioni di persone si mettono in marcia alla ricerca di un altro posto dove vivere, dove ci sia acqua, dove far crescere i propri figli, dove avere un futuro.

La terza ipotesi è quella più reale, credo. Dove potrebbero andare 600 milioni di indiani? La regione colpita è quella verso il confine col Pakistan, non esattamente il vicino prediletto visti i contrasti tra i due paesi. Quindi potrebbero spostarsi verso altre zone dell’India? Forse.

Oppure potrebbero anche decidere un po’ alla volta di vedere come butta in altri continenti.

Tipo, che ne so, in Europa.

Ve li vedete 600 milioni di individui arrivare un po’ alla volta in Europa dove chi governa ad ogni livello non riesce a prendersi cura di una nave con 100 persone a bordo? Ma soprattutto, avete idea di cosa sono gli indiani? Perché a me è capitato di lavorarci assieme, e una certa opinione me la sono fatta, non so voi.

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Tutto procede come previsto

Allora, alcuni nodi vengono al pettine. Da poche ore infatti pare che lo sbandieratissimo “reddito di cittadinanza”, il potente cavallo di battaglia elettorale del M5S da quando la compagine made in Casaleggio/Grillo è scesa in campo, non si potrà fare come inizialmente pensato.
Questo perché, semplicemente, non ci sono i soldi per farlo. E non lo dico io, lo dice il ministro dell’economia Tria, con buona pace di tutti i grillini che dicevano “tranquilli, si fa tutto, che ci vuole?”.
Ora, come lo andranno a spiegare a quelli che il giorno dopo le ultime elezioni erano già in fila a fare richiesta? Come lo spiegheranno alle prossime elezioni che certe cose non si possono fare perché non ci sono i mezzi per farle? Ma soprattutto, gli elettori del M5S lo capiranno o penseranno di trovarsi davanti all’ennesimo complotto ai loro danni?

A questo si aggiunge la bagarre creata dal Ministro del Lavoro che non ha mai lavorato in vita sua (ed è vero, aveva ragione Berlusconi – sic! – Di Maio al massimo ha fatto lo steward allo stadio per vedere gratis le partite del Napoli) con la polemica sulle chiusure domenicali e festive dei negozi e dei centri commerciali che starebbero distruggendo le famiglie italiane. Amazon ringrazia. Le famiglie italiane meno.

Il ponte di Genova chi lo ricostruisce? Io lo farei fare a Toninelli. E a Di Maio.

Salvini intanto prosegue la marcia trionfale, non avendo avversari però è molto più facile. Ha solo questo problemino dei 49 milioni di euro della Lega, ma ho la netta sensazione che ne verrà fuori anche perché il sostegno popolare che riceve mi sembra rafforzarsi sempre di più. Temo però che anche per lui alcuni nodi verranno presto al pettine.

E sarà allora che ci sarà il grande ritorno della sinistra…sto scherzando: quelli perderebbero le elezioni anche se si presentassero da soli. Potrebbero avere tutti i seggi del parlamento e riuscirebbero a far cadere il governo. Inutili e giustamente sconfitti.

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Ponti d’oro

Il Belpaese vecchio e decrepito cade a pezzi.

E la gente muore, ovvio.

Tralasciando le polemiche politiche e le immani cazzate che vengono sparate, quello che è successo a Genova non può e non deve sorprenderci. Non va bene il solito discorso “ma nel 2018, in Italia, certe cose non possono succedere” perché in Italia, nel 2018, è normale che certe cose accadano.

Perché è un paese vecchio, decrepito e cade a pezzi. Fine.

P.s. sono sempre più colpito dalla furbizia di Salvini. Nel caso del crollo del ponte Morandi a Genova, mentre i babbei a cinque stelle sparano cazzate a casaccio, lui se ne esce con dichiarazioni più o meno pacate, facendo leva sul sentimento delle famiglie, parlando del cinismo della società autostrade che parla solo di penali invece di dare un minimo segnale di solidarietà ai familiari delle vittime e a chi ha perso la casa. Il cavernicolo è furbo, molto più furbo di quanto si potesse immaginare.

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Razza de mona

L’Italia è un paese razzista? Gli Italiani sono un popolo razzista?

La risposta è sì a entrambe le domande.

E non siamo soli. Perché la paura/odio del diverso tocca tutti. Non c’è nessuno immune. Non esiste paese al mondo

Ora, perché adesso sembra che la situazione nel Belpaese di merda stia esplodendo? Perché ne parlano un po’ tutti. Certi episodi di intolleranza ci sono sempre stati, ma fino a che vedevano come protagonisti quelli del nord contro quelli del sud, gli italiani contro gli slavi dell’ex Jugoslavia o Albania, gli italiani contro i “vu cumprà” negli anni ’80 (e potrei citare anche il fastidio provato verso alcuni immigrati provenienti dalla bianchissima e cattolicissima Polonia che alla fine degli anni ’80 arrivarono dalle mie parti) allora sembrava che fosse tutto una goliardata, o qualche strano e insensato rigurgito da parte di alcuni nostalgici di un’epoca mai dimenticata, mai affrontata, mai condannata e infine in via di definitivo sdoganamento.

Ora che i vecchi cialtroni che ci governavano sono stati sostituiti da nuovi cialtroni con la faccia come il culo, ecco che saltano fuori gli indignati della parte avversa. Quelli che non hanno capito che l’Italia NON sta prendendo una brutta piega, la sta solo mettendo in mostra con il benestare di chi comanda che, è evidente, ha tutto l’interesse a coltivare questa cosa per proprio tornaconto personale.

Il razzismo italico non è una novità. L’ignoranza belluina di chi adesso mette fuori la testa è stata alimentata da decenni di richieste non ascoltate. Sarebbe bastato far rispettare ordine e avere ed applicare leggi più severe. Ma ordine, disciplina, educazione, senso civico, rispetto delle regole, rispetto per le persone, tutte queste cose non sono mai state una vera prerogativa del popolo italiano in generale.

Inutile girarci attorno: l’Italia e gli Italiani stanno gettando la maschera perché adesso possono farlo sentendosi giustificati. E non è stata una rivoluzione o un golpe a portare a questo, sono state delle libere elezioni svoltesi nel totale rispetto della legge e della Costituzione. Mettetevela via. Se qualcuno volesse capire il “perché”, allora dovrebbe fare una bella analisi degli ultimi 40 anni di storia italiana e analizzare cosa è stato e NON è stato fatto per portare all’esasperazione milioni di persone che a lungo hanno covato rabbia e risentimento per poi trasmetterle alla generazione successiva.

Già ,a le generazione successiva, i millennials. Se sono quelli che vedo in giro per strada o in rete allora possiamo stare tranquilli. O no? Dipende dai punti di vista.

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Lost in Translation

Ovvero, “perché Scarlett Johansson è famosa?”

Ecco perché:

Mai capito tutto l’hype per questa donna. Quindi ho pensato che fosse il caso di (ri)vedere l’inizio di tutto, ovvero quel Lost in Translation che nel 2001 aveva suscitato tanto tanto clamore e fatto pensare a tutti che Sofia Coppola non fosse solo la figlia di Francis Ford Coppola.

Tokyo. Inizio XXI secolo, Bill Murray è un attore sul viale del tramonto, stanco e annoiato. Un uomo in crisi. Scarlett Johansson è una giovanissima mogliettina annoiata. Una giovane donna in crisi (o forse solo giovane e basta). Entrambi spaesati e soli nella metropoli aliena di un Giappone incomprensibile. Si incontrano per caso, si parlano, si conoscono, forse si innamorano, ognuno va per la sua strada e torna alla propria vita.

Fine.

Solitudine. Incomunicabilità.

E allora? Scarlett Johansson? Perché? I seguenti film di Woody Allen? Natasha Romanoff – Vedova Nera dell’universo Marvel? Varie ed eventuali?

Edit: Ho visto Her di Spike Jonze (film splendido), in cui della bella Scarlett si sente solo la voce che ha prestato per il ruolo di Samantha. Devo ammettere che l’ho trovata straordinaria, ma se la sua performance migliore in un film è l’unico in cui non appare di persona allora forse abbiamo un problema.

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Molto tempo dopo…

Mi piace credere che tu non abbia ancora capito che cosa sia realmente successo. Mi piace pensare che la tua mente contorta stia ancora cercando una risposta, un perché, senza avere uno straccio di indizio da cui partire.

Anche se so che non te ne può fregare di meno, mi piace pensare questo. Mi piace pensare che la tua pazzia sia viva e vegeta. E  sono certo che sia viva e vegeta.

E in tutto questo, a volte, sento addirittura la tua mancanza. Perché le risate provocate dalla pazzia sono per sempre. I momenti bui ho scelto di lasciarli perdere e relegarli nell’ambito del Mr Hyde che alberga in ognuno di noi.

Tutto questo per dire cosa?
Boh, cazzo ne so? Non ricordavo nemmeno di avere ancora questo blog, fermo ormai dal 2013.

Che sia giunta l’ora di ripescarlo? Nessuna condivisione sui social inutili, vediamo se c’è ancora vita nella blogosfera come ai bei tempi che furono.

Ce n’è di carne al fuoco, potrei benissimo scrivere ciò che penso dell’evoluzione (???) della società negli ultimi anni e creare un’apposita categoria chiamata “Apoteosi della Merda”.

Sono tornato, forse.

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Ridere?

Gli ultimi due giorni hanno visto prima la cancellazione e poi (poche ore fa) il ritorno di una delle pagine piu’ simpatiche di quel contenitore di stronzate che e’ Facebook.

La pagina in questione e’ Protesi di Complotto che utilizzando semplici screenshot si fa beffe delle teorie complottistiche e non piu’ strampalate della rete.

Insomma, qualche paranoico ha fatto segnalazioni a nastro e la pagina e’ stata chiusa.

Tempo 2 giorni per i dovuti controlli e tutto e’ tornato come prima. I complottisti sono disperati e gridano vendetta contro il CICAP (tanto per fare il nome di uno dei loro “nemici”) mentre gli allegri sostenitori di Protesi di Complotto continuano a prenderli per il culo e a farsi grasse risate spargendo scie chimiche e inneggiando ai rettiliani.

Quindi la lotta e le risate contro chi si beve tutto continua.

Lunga vita al NWO

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